Viviamo in un periodo storico, un’epoca in cui la tecnologia va avanti alla velocità della luce, e non si fa in tempo a cambiare un apparecchio nuovo, un cellulare nuovo, un computer nuovo, un tablet nuovo, che subito ne esce il modello appena successivo. Quasi siamo abituati a cambiare dispositivi tecnologici di pari passo con gli indumenti e le relazioni, ci siamo quasi abituati insomma a cambiare partner assieme agli smartphone, tanta è la frenesia dei tempi che corrono.


La tecnologia degli smartphone più di tutte è quella che richiede un rinnovamento annuo e un innovarsi costante e continuo, quasi schizofrenico, che va di pari passo in modo inversamente proporzionale con la crescita esponenziale del suo prezzo che tende sempre più a crescere a dismisura e ad innalzare sempre più l’asticella in maniera spaventosa, quasi fosse una provocazione alla povertà. Quale potrebbe essere la soluzione?
Il connubio tra i mezzi tecnologici più moderni unito alla resistenza dei cellulari più vecchi, non un’utopia, affatto, ma un traguardo più che auspicabile grazie all’invenzione di un circuito elettrico flessibile, resistente e riciclabile.


I dispositivi elettronici attualmente in uso come smartphone o laptop contengono cavi rigidi e assemblati tra loro, che smettono di funzionare ovviamente se vengono maneggiati o manomessi e quindi se si guastano. La rivoluzione dei circuiti flessibili sta proprio nella loro resistenza e adattabilità, quindi letteralmente nella loro flessibilità, e performabilità poiché anche se bucati o danneggiati, continuano a funzionare e a trasmettere energia elettrica. Tutto ciò è plausibili grazie all’uso di minuscole gocce di metallo che passano all’interno di un elastomero per essere isolate. Questo è possibile perché hanno inventato un circuito elettrico che utilizza goccioline di metallo liquido come dei veri e propri conduttori.


Quindi questi cosi detti circuiti futuristici sono indistruttibili praticamente, poiché sono flessibili e continuano a funzionare anche se estremamente danneggiati, perfino se venissero bucati invece di perdere totalmente la connessione, come nel caso dei cavi elettrici tradizionali, le goccioline si unirebbero attorno al buco formatosi, come delle vere e proprie piastrine del corpo umano, quindi in maniera intelligente, emulando le piastrine del nostro corpo rigenererebbero energia.